Surviving maternage

Sono viva.

Più stanca, con più rughe, con gli stessi chili, con più occhiaie, con meno soldi.

Ma viva.

E niente: era per evitare che non sembrasse così.

(Nel frattempo ho recuperato la password).

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Diplomi

Ferie pasquali allietate da documenti da studiare per arginare la figuraccia che farò il 6 aprile.

Denver e io siamo in visita dai miei.

Impossibile concentrarmi per più di 15 minuti: tv, chiacchiere, i miei che mi parlano…

Mi chiedo come abbia fatto a diplomarmi prima e laurearmi poi.

Bye bye attenzione

Sono ormai quasi 3 mesi abbondanti che inizio un post e regolarmente succede qualcosa che mi distrae, qualche emergenza che mi interrompe, qualcosa da fare che avevo scordato.

Dal messaggio dei nonni che esigono documentazione fotografica che il nipote sia in salute, all’Architetto che chiede la qualunque, al pulcino che ha fame/sonno/caldo-freddo/coccolite.

E quindi niente: il mio blog invecchia e si riempie di bozze, le mie mani si screpolano e le unghie si devastano, i miei libri si impolverano.

Quot capita, tot sententiae

Alla fine non è andata: devo smettere di allattare per riprendere la terapia, nella fattispecie il copaxone.

L’ha detto il nerologo.

Lo so che è la cosa giusta da fare, che non è col latte che si crea il legame, che meglio una mamma in salute e che il mio bene è il bene di Denver. Tutto questo è molto vero, molto razionale, molto scientifico.

Ma emotivamente difficile: pensavo di essere pronta, e invece mi pesa.

A questo si aggiunga il fastidio che una neurologa mi aveva detto che avrei potuto allattare per 4 mesi e mo’ un altro, nello stesso centro, mi dice che no, meglio partire subito e quindi manco 50 giorni.

Decidetevi, che certe cose fanno proprio male.

4 sopra un letto

Siamo sopravvissuti al primo mese e siamo tutti vivi. Iuhu! Però da metà settembre, giorni di visite ai nonni e bisnonno, Denver non ha più dormito da solo, né oltre l’ora e mezza.

Noi lo assecondiamo, perché non sono capricci, ma allattare ogni 5 minuti è davvero snervante.

Soprattutto la notte: siamo tutti nel lettone e tra Emi che fa fusa, L’Architetto che russa ha il respiro pesante e Denver che borbotta, io non riesco a riaddormentarmi.

Perciò mi godo la mia famiglia rumorosa anche quando dorme.