Risonansia – com’è andata?

Bene direi: si è solo rotta la macchina finché ero in sala d’aspetto. Una gioia proprio. Alla fine a forza di tentativi (che sarà stato spegnere e riaccendere una ventina di volte), la macchina è ripartita e io sono entrata.

Il referto lo ritiro sabato, ma il tipo mi ha già anticipato che è comunque tutto invariato e sto bene.

Evviva! Ma voglio la cura: non intendo rischiare oltre.

E preferibilmente l’interferone sotto cute: fa molto meno male!

E una settimana di ferie. Ma ferie davvero!

E una brioche alla crema. No, quella ce l’ho.

Risonansia

Riassunto delle puntate precedenti:
– azatioprina, farmaco teratogeno
– puttanocchio [cit.] mood
– wash out di 6 mesi minimo.

Sei mesi senza cura, sei mesi senza copertura, sei mesi esposta. Che la sclerosi multipla non è un raffreddore, non la curi quando si mostra. La sclerosi multipla è prevenzione (perla di saggezza delle 16:16).

Quindi siccome con l’Architetto va per le lunghe, per le litigate, per il dissesto economico, ho preso il toro per le corna e sono andata dalla Neuro per vedere di riprendere una terapia puttanocchio-compatibile.

C’è. Interferone intramuscolo una volta a settimana. AKA una puntura dolorosa da bestia, con il rischio pure che facendola ti pigli un nervo, di una cosa fortissima (e datata) perché per farne una sola a settimana bisogna andarci giù pesante e quindi la sindrome similinfluenzale ti stende almeno un giorno.

Ma prima sentiamo cosa dicono dal pubblico. Sentiamo la mamma :”Mah io non la farei, sta tanto bene senza terapia, la vedo proprio bene…” Immagino il linguaggio tecnico di questo commento vi abbia spiazzati.

“Sì però io vorrei riprendere qualcosa, non so di quanto posticipo il PP*”

Neuro:”Beh però è un po’ che non facciamo una risonanza… Fai una risonanza e poi decidiamo”.

E niente: domani vado sotto, o dentro. E intanto spero. Spero che non siano stati 6 mesi di peggioramento asintomatico, spero che mi diano una copertura, spero che anche vada tutto bene. E intanto mi preoccupo. Me le braccia che perdono forza. Per il fastidio a portar pesi. Per la stanchezza che non dà tregua.

Domani almeno colazione abbondante, che devo essere digiuna da 6 ore e dalle 8.30 non posso più mangiare.

*[Progetto Puttanocchio (cit.)]

Il calcio è uno sport semplice

L’altro giorno, lunedì credo, ho visto Sfide, il programma sullo sport di rai tre, che mi piace un sacco e che però fanno in seconda serata e io ho sempre sonno, il tema era “Italia – Germania” nel calcio. Ho acceso negli anni 70, a “Italia – Germania 4-3”, poi hanno fatto “Italia – Germania” dell’82, e poi quella del 2006.

Beh sapevo come sarebbe andata a finire, eppure m’è venuta l’ansia che mi viene quando gioca la nazionale, che sarò puerile, ma quando gioca la nazionale non ce n’è per nessuno. E quindi ho deciso che alla prossima risonanza la mente si concentrerà su:

1970: Albertosi, Burgnich, Facchetti, Bertini, Rosato (Poletti 91), Cera, Domenghini, Mazzola A. (Rivera 46), Boninsegna, De Sisti, Riva – Allenatore Valcareggi Ferruccio. MARCATORI: Boninsegna 8, Schnellinger 90, Müller G. 94, Burgnich 98, Riva 104, Müller G. 110, Rivera 111.

1982: Zoff, Bergomi, Cabrini, Gentile, Collovati, Scirea, Conti B., Tardelli, Rossi P., Oriali, Graziani (Altobelli 7 – Causio 89) – Allenatore Bearzot Enzo MARCATORI: Rossi P. 56, Tardelli 69, Altobelli 80, Breitner 83.

Il calcio è un gioco semplice:  22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti e alla fine vincono i tedeschi. Se non giocano con gli italiani.

Surviving risonanza

Ad agosto la mia neurologa crede che io abbia avuto una ricaduta lampo, e siccome l’unico modo per sapere se ci sono nuove lesioni è una risonanza magnetica (RMN), allora via, sotto col tubo. Ho chiamato ad agosto e l’ho fatta ieri.

Per chi non l’avesse mai fatta, in sostanza quando si fa la RMN succede questo: ti affamano e assetano (?), ti  fanno spogliare del tutto tutto, ti fanno indossare un camicino imbarazzante unisex e unitaglia, quello con le fettuccine sulla schiena per chiuderlo, ti fanno stendere su un nastro trasportatore, ti danno una pompetta che se crolli la stringi e ti tirano fuori (per poi però ricominciare…), ti mettono un paio di cuffie e una grata sulla testa e ti infilano in un tubo dove, assolutamente immobile (nemmeno deglutire!), ti fanno ascoltare musica tecno anni ’90 a tutto volume. Ricreano talmente bene lo spirito del tempo, che ad un certo punto arriva pure qualcosa in vena (il metodo di contrasto, che ti fa sbirluccicare la mielina).

Premesso che non fa male, al massimo stordisce (come la discoteca), il vero problema è come far passare il tempo. Perché se una RMN dura minimo mezz’ora, qualcosa devi pur fare, visto che quella mezz’ora è molto più lunga della media.

Ecco: io frugo nella scarsa memoria danneggiata dal cortisone e ripeto i pezzi che mi hanno fatto imparare a scuola. E li ripeto. Il primo è il carpe diem, rigorosamente in metrica, e lì sono in gran spolvero. Poi segue l’incipit dell’Iliade che solitamente riesco a ricostruire. E poi provo, ma fallisco sempre miseramente, col proemio dell’Orlando Furioso: ricordo giusto i primi versi, e pure in modo disconnesso. E invece ho rimosso, letteralmente rimosso, i promessi sposi: quale ramo del lago di Como? Addio che? La raccolta delle castagne? No, no: file not found.

Ma comunque ci provo, e intanto scavando scavando il tempo passa, la mente riesce a distogliersi dal contesto e riesco a stare immobile e a non dare di matto in quel tubo.

Provateci: funziona davvero!