Risonansia

Riassunto delle puntate precedenti:
– azatioprina, farmaco teratogeno
– puttanocchio [cit.] mood
– wash out di 6 mesi minimo.

Sei mesi senza cura, sei mesi senza copertura, sei mesi esposta. Che la sclerosi multipla non è un raffreddore, non la curi quando si mostra. La sclerosi multipla è prevenzione (perla di saggezza delle 16:16).

Quindi siccome con l’Architetto va per le lunghe, per le litigate, per il dissesto economico, ho preso il toro per le corna e sono andata dalla Neuro per vedere di riprendere una terapia puttanocchio-compatibile.

C’è. Interferone intramuscolo una volta a settimana. AKA una puntura dolorosa da bestia, con il rischio pure che facendola ti pigli un nervo, di una cosa fortissima (e datata) perché per farne una sola a settimana bisogna andarci giù pesante e quindi la sindrome similinfluenzale ti stende almeno un giorno.

Ma prima sentiamo cosa dicono dal pubblico. Sentiamo la mamma :”Mah io non la farei, sta tanto bene senza terapia, la vedo proprio bene…” Immagino il linguaggio tecnico di questo commento vi abbia spiazzati.

“Sì però io vorrei riprendere qualcosa, non so di quanto posticipo il PP*”

Neuro:”Beh però è un po’ che non facciamo una risonanza… Fai una risonanza e poi decidiamo”.

E niente: domani vado sotto, o dentro. E intanto spero. Spero che non siano stati 6 mesi di peggioramento asintomatico, spero che mi diano una copertura, spero che anche vada tutto bene. E intanto mi preoccupo. Me le braccia che perdono forza. Per il fastidio a portar pesi. Per la stanchezza che non dà tregua.

Domani almeno colazione abbondante, che devo essere digiuna da 6 ore e dalle 8.30 non posso più mangiare.

*[Progetto Puttanocchio (cit.)]

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La forma dell’ansia

Sono una persona ansiosa. Lo so, la conosco, la gestisco, la curo quando serve.
Ma ci sono cose che mi fanno proprio sprofondare. Sono cose sceme, che mi fanno capire che la nostra vita è appesa ad un filo: una cazzata e boom. L’irreparabile.
Il copertone di un camion in autostrada nel traffico.
Gli autisti di un’ambulanza che guidano con una piantina in mano.
Un medico che googla quello per cui sono andata da lui.
Artefici del nostro destino ‘sti cavoli.