Q. E. D.

Architetto prima: “Cos’hai oggi?”
Architetto secondo: “Beh ma domani niente Psycho, che andiamo a vedere le cucine”.

E tanti saluti e baci.

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I sogni son desideri

Ce l’ho fatta. Vorrei usare il plurale, ma la verità è che lo sforzo economico per ora è tutto sulle mie spalle, anche se qualcosa arriverà. Per forza.

Compro casa.
E finalmente avrò il mio nido sicuro dove rifugiarmi quando non ce la farò più.

Magari riduco l’en.

Scusa il tuo nome… ?

Ogni tanto dico all’Architetto che per lui sono un’estranea, perché è talmente concentrato su se stesso e sul suo ombelico, che non mi conosce.
Io intuisco il suo umore da come cucina, e da quanto è sveglio dal naso, lui no, zero. Non sa nulla di me.
Volete un esempio?
Prendo felicemente l’azatioprina dalla primavera del 2012. Da allora ogni santo mese devo fare le analisi del sangue (solo emocromo o anche formula – cioè 1 o 2 fialette di sangue – alternati).
Una volta al mese. Tutti i mesi. Da più di due anni.
Stamattina, programmando il weekend per far combaciare pranzo dai suoceri e cambio di stagione in armadio (siamo lungo la A4), ho detto una cosa tipo “beh è inizio mese, ho le analisi”.
E lui “ma le fai tutti i mesi?”.
E io “da più di due anni”.
[Prego notare la mia calma].
E lui “non avevo capito che fossero analisi ogni mese. Tutto questo è imbarazzante”.
Non l’ho soffocato perché Emi si era defilata e non avevo tempo di correrle dietro.
Non è che non mi capisce. È proprio che non mi conosce!

Mele in compagnia

Ieri sono andata in sezione AISM, perché come ogni anno da qualche anno sarò in piazza col banchetto rosso e le mele: bisogna organizzarsi! E’ stato carino e strano, perché alla fine si sapeva già più o meno tutto, ma ero nuova nuova e quindi mi hanno trattato un po’ da sbarbina.

Però ho scoperto una cosa bella bellissima: in sezione c’è un gruppo di auto-aiuto, il che è un bene perché affrontare la sclerosi da sola sta diventando sempre più pesante a causa di tensione sparsa al lavoro, delusione per i miei progetti mancati e l’architetto che non aiuta, anzi spesso peggiora la mia situazione complicandomi la vita. La scena poi è stata carina: Elisa, la segretaria mi fa “beh ma quello è un incontro per i malati di sclerosi” e io con un sorriso smagliante tipo ah-che-fortuna-sono-il-tuo-uomo “io ce l’ho, io ce l’ho”. Soprassediamo. Quindi mi chiamerà la psycho e avrò anche qui il mio gruppo di alcolisti anonimi.

Ma torniamo al punto: in preparazione del weekend dell’11 e 12 ottobre, che voi sicuro sicuro avrete bisogno di mele, tante mele, tantissime mele, 50! [cit. di cit.], potete prendere l’auto e andare al supermercato a comprare gli altri ingredienti della ricetta della torta di mele, tipo quella che ha Borghese di fronte:

Mi raccomando: gli altri ingredienti! ALLE MELE CI PENSA AISM!!

Nel caso non ve la sentiste di sfidare Borghese, internet è pieno zeppo di alternative. E se volete vi risparmio la fatica di googlare: abbiamo la soffice, la cremosa, la rustica, la variazione con carote e se ancora non vi basta qui c’è l’elenco completo!

E se volete la ricetta dell’orsetto di mele e dei muffins di mele di mamma Lilli, beh basta chiedere.

E ricordate: i dolci fatti con le mele dell’AISM rassodano i glutei e fanno venire gli addominali.

Minimamente influenzata

Nel senso che ho il raffreddore.

Fatto rognoso perché: 1) la mia voce sexy [cit.] sembra quella di una papera; 2) devo lavorare per martedì [Tino al solito ha lavorato con un altro organo che non è il cervello e io avevo troppe altre cose da fare per accorgermene completamente e quindi mo’ devo rimediare]; 3) ho mal di tutto, pure di capelli; 4) non ho febbre alta [non salgo sopra i 37,5], quindi non divento inappetente e non perdo un grammo; 5) l’Architetto non è un coccolone, e io quando sto male regredisco a un orsetto in pelouche, e più sto male, più mi impelouchisco, quindi mi manca la dose supplementare di coccole.

Insomma solo rogne.