Capopoli mancati

È un po’ di tempo che vedo medici “alternativi”.
E non me va dritta una.
Prima un dentista sgarrupato, che google maps non trovava e che mi ha ispirato fiducia. Ma al quale non so se mi affiderei per l’intervento.
Poi ginecologi capopoli (ben due!), infervorati per il referendum del Veneto indipendente. Che mi hanno fatto mezz’orate abbondanti di pipponi su Roma ladrona e lo spreco di denaro pubblico, mentre l’unica cosa che volevo era andarmene a casa a dormire (e tornare alla lira e svalutare significa importare inflazione).
Un altro dentista, che come niente mi preventiva dolori immani alla modica cifra di 700€ e che prende in giro le mie domande in merito, che non mi chiede i dati e che si irrita con me perché il luogo di nascita è sbagliato.

Tra un mesetto si torna alla neurologa, per fortuna.

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Calcamania

Oggi per colpa del mio amato leader ho perso aquagym. Fanculo. E in più ho un paio di linee di febbre. Fanculo bis. E quindi, una volta a casa,mi sono fatta un bel bagno bollente con tanto di bollicine. E l’ho visto in tutto l’orrore: uno strato opaco, informe e tacchente di calcare sul muro che persiste evidentemente ad ogni mio tentativo di attacco armata di pseudoviacal.
Quindi questa sarà la mia personale lotta invernale, che con la bella stagione ‘ste cose mi passano.
Il calcare e la muffa sul muro.

Astenia canaglia

Io sono in ferie dal 25. Ho lavorato il 24, ma dal 25 sono a casa. Oggi è il 3: Architetto a parte (nota fonte di stress e fatica e strapazzamento) sono 10 giorni che non lavoro (e la cosa mi dà ansia, perché non ho lasciato una situazione tranquilla in ufficio).

Comunque ho sicuramente meno casini del solito, e però stamattina non ce la facevo ad alzarmi: una bella botta di astenia giusto per iniziare l’anno ricordandoci chi siamo e cosa abbiamo.

E come glielo spieghi agli altri? Perché vi assicuro che non c’è modo di far capire che l’astenia non dipende direttamente da quello che uno fa. Poi certo: ci sono tecniche per ridurre il dispendio di forze, tra cui banalmente non fare qualcosa di pesante, ma bastasse questo saremmo tutti a posto, e comunque non funziona per tutti.

Io poi non recupero: mi piglia la mattina e mi trascino per tutto il giorno. Stare a letto? Stare in divano? Non serve a nulla: ce l’ho, me la tengo e da lì va solo in peggio. Per fortuna non capita spesso: il più delle volte è la stanchezza standard, quella da troppo lavoro/ansia/stress/pseudo-depressione. Quella di oggi no: è la bestia rediviva.

Sa morti ‘i cani, come si dice in laguna.

 

Esito famelico

WordPress, simpatico come un pelucco trasparente in un occhio, mi ha illusa di aver caricato il post precedente. E invece s’è pubblicato (da solo) in ritardo con un aggiornamento. E invece questo, che credevo pubblicato, ciccia. Amen.
Che cambia? Poco o nulla, solo che la tanto temuta visita è stata giovedì 8.
E com’è andata? Uno schifo: niente visita, bensì proiezione di RMN in cinemascope. In sintesi due placche (che sono le lesioni) si sono ridotte, ma ce ne sono altre nuove e infiammate. Piccole ma ci sono, le bastarde.
Mentre la Neuro scorreva le immagini, io ero nel panico e la cosa più sensata che sono riuscita a pensare è stata “chissà se unisco i puntini cosa viene fuori?”.
Alla domanda “ma tu come stai?”, sono riuscita a gestire la situazione è ho detto “bene: solo particolarmente stanca, ma è stato un periodaccio al lavoro” [vero! E continua…]
E lei “Eh devi rallentare. E se senti o ti viene qualcosa, vieni qui [che facciamo cortisone – ndr]”.

Quindi sono uscita, sono andata a casa, mi sono fatta un tea e poi sono andata con mia mamma a prendermi un paio di scarpe. Rosse. E di stivali grigi (che mi servivano).

Le brutte notizie sono troppo costose.

Medici malefici

Domani ho una visita di controllo a sorpresa.
Nel senso che ho fatto la risonanza, il referto è andato direttamente al centro e boom! l’infermiera mi chiama per dirmi che il referto è arrivato e che devo andare a prenderlo così mi vedono.
E nient’altro! E di solito va’ mio papà!
Ma che modi sono? La terapia che seguo sembra zoppicante, le ultime due ricadute sono state asintomatiche, i livelli di stress sono ai massimi da troppo tempo, soprattutto per colpa dell’architetto, sono stanca come non mai e mi dicono solo  di andar là??
Beh domani vado, ma intanto sto morendo d’ansia.
E non si fa così.

Non mi piacciono i miei attuali medici. Nessuno di loro.

Surviving risonanza

Ad agosto la mia neurologa crede che io abbia avuto una ricaduta lampo, e siccome l’unico modo per sapere se ci sono nuove lesioni è una risonanza magnetica (RMN), allora via, sotto col tubo. Ho chiamato ad agosto e l’ho fatta ieri.

Per chi non l’avesse mai fatta, in sostanza quando si fa la RMN succede questo: ti affamano e assetano (?), ti  fanno spogliare del tutto tutto, ti fanno indossare un camicino imbarazzante unisex e unitaglia, quello con le fettuccine sulla schiena per chiuderlo, ti fanno stendere su un nastro trasportatore, ti danno una pompetta che se crolli la stringi e ti tirano fuori (per poi però ricominciare…), ti mettono un paio di cuffie e una grata sulla testa e ti infilano in un tubo dove, assolutamente immobile (nemmeno deglutire!), ti fanno ascoltare musica tecno anni ’90 a tutto volume. Ricreano talmente bene lo spirito del tempo, che ad un certo punto arriva pure qualcosa in vena (il metodo di contrasto, che ti fa sbirluccicare la mielina).

Premesso che non fa male, al massimo stordisce (come la discoteca), il vero problema è come far passare il tempo. Perché se una RMN dura minimo mezz’ora, qualcosa devi pur fare, visto che quella mezz’ora è molto più lunga della media.

Ecco: io frugo nella scarsa memoria danneggiata dal cortisone e ripeto i pezzi che mi hanno fatto imparare a scuola. E li ripeto. Il primo è il carpe diem, rigorosamente in metrica, e lì sono in gran spolvero. Poi segue l’incipit dell’Iliade che solitamente riesco a ricostruire. E poi provo, ma fallisco sempre miseramente, col proemio dell’Orlando Furioso: ricordo giusto i primi versi, e pure in modo disconnesso. E invece ho rimosso, letteralmente rimosso, i promessi sposi: quale ramo del lago di Como? Addio che? La raccolta delle castagne? No, no: file not found.

Ma comunque ci provo, e intanto scavando scavando il tempo passa, la mente riesce a distogliersi dal contesto e riesco a stare immobile e a non dare di matto in quel tubo.

Provateci: funziona davvero!