Arrivi e partenze

Il primo turista è arrivato e ripartito.
Ha trovato la casa a prova di ulss. Anche grazie a un’amica che è venuta ad aiutarmi. Di fatto a non farmi sentire sola; lo sapeva benissimo, ma si è portata lo straccetto ugualmente.
Comunque era tedesco e non se n’è accorto.
La coreana di ieri sì: altro stampo.
L’architetto è tornato, era riposato e sempre lo stesso: quando uno nasce tondo, non può morire quadrato.
Mio padre ha distrutto l’auto. Ho proposto all’architetto di lasciare la mia ai miei, temporaneamente. Ovviamente ha detto no. Vedremo.
Il centro SM mi ha appena chiamata per chiedermi perché vado domani che ci siamo visti a marzo: “Me l’avete detto voi, di venire”.

Sono stanca: fisicamente e moralmente. Ho bisogno di riprendere fiato.
Vorrei partire, ma il mio budget mi porta a malapena in terraferma.

Nel frattempo sbuffo.

Il prossimo anno

È arrivato il mio compleanno ed è passato.
Ho festeggiato in ufficio, dalla psycho e correndo su e giù per piastrelle. E la sera a cena in un fantastico ristorante. Insomma il compleanno ideale dell’architetto.
Io che per il mio compleanno vorrei soll fare un picnic, ma con cestino e tutto!
Magari ce la faccio. Magari l’anno prossimo riesco a fare il compleanno che vorrei.

Ufficio Complicazioni Affari Semplici

Ok. Comprare e ristrutturare casa non è semplice, ma pensavo:
– sto costruendo il mio nido
– sarà un’avventura, stressante e faticosa, ma un’avventura
– che condividerò con colui che ho scelto per la vita, e dal quale sono stata scelta
– il mio compagno è architetto
– mio ‘suocero’ geometra.
Insomma: ero positiva ed entusiasta.
E poi sono arrivati urla, insulti (l’ultimo è: solo il dipendente pubblico puoi fare) e ho ripreso il ruolo di valvola di sfogo. Quindi panico. La mia mente si chiude e sragiono. Faccio casini. Altre urla.
E quindi?
E quindi la mia soluzione è AB, che ha sempre una parola, del lenicalm e 10 gocce di en di conforto.
E una bigbabol alla fragola, che sta bene con tutto.

Purtuttavia l’eritema si espande.

Dal 27 a oggi

Sono stati giorni stanchi. Sono successe diverse cose, tutte fastidiose.
La neurologa antipatica mi ha detto che le analisi sono ok, continua così ci vediamo tra 40 giorni per l’emocromo. E io: ma veramente il 1′ marzo interrompo per la gravidanza. E lei: allora fai la visita.
Lo so, non sembra antipatica, ma fidatevi: io c’ero.
Ho chiesto l’impegnativa a new medico prima l’ha scordata, poi l’ha sbagliata. Oggi vado a prendere quella corretta e intanto è passata una settimana e col cavolo che sarà entro 40 gg.
Domani sarà una settimana che mi sento il dito indice della mano sinistra come fosse fasciato, e lo muovo male. New medico dice che non l’ha mai sentito come ricaduta. Vabbè, andrò direttamente a neurologia.
È anche vero che venerdì rogito: potrebbe benissimo essere stress. Rimane comunque un sintomo scemo e privo di quell’aurea di ricaduta.
E poi sto male. Una generale e inconsistente tristezza e assenza di pazienza. Per fortuna AB mi ha regalato dell’en, e in effetti va meglio.
Ecco: lamentatio finita.

Forse no.

L’ex mi calmava, aveva l’effetto del lexotan, sapeva ascoltare la mia ansia, la sapeva vedere, la conosceva e la placcava.
L’ex ex era una fonte di soluzione per problemi pratici per i quali non avevo una formazione specifica: il cambio olio dell’auto, strani rumori al motore, oddio c’è un’interruzione sulla linea ferroviaria come torno a casa, la mia pizza è immangiabile…
Con l’Architetto nulla di tutto questo.
Mi tengo le rogne mie e mi scarica pure le sue.
Devo pure vergognarmi e tacere se la mia pizza fa schifo.
La psycho mi chiede se non credo di meritare di meglio.
Mi sa che avevo di meglio, ma non è andata: quindi forse no.

E’ la sclerosi, bellezza

L’altra notte non ho chiuso occhio. Paura? Ansia? Dolore? No: Architetto stronzo.

Per farla breve, ho passato la nottata in divano, tentando di prendere sonno con un libro noioso e la tv: missione impossibile e nottata in bianco.

E ieri, contro ogni previsione, contro ogni buon senso, contro ogni timore, non ero stanca.

Assonnata sì, molto. Ho bevuto caffè e tea a forma di tea in maggiori quantità del solito, una vaga tachicardia di sottofondo aumetata verso sera, tutto questo certo, è fisiologico, è normale dopo una notte insonne. Ma non ero stanca, che per noi SMer si legge non facevo fatica a fare nulla.

Sua Molestia [cit.] ieri si è presa una pausa.

Capita eh, e più spesso di quanto sembri: la stanchezza di fine giornata ha mille altre ragioni, non da ultima l’ansia e una buona dose di pigrizia. Però ieri è davvero successo il miracolo. E invece di godermelo, ho passato la giornata a chiedermi: “e ora come glielo spiego?”.

Perché cose così possono farti perdere la faccia in un nanosecondo! Voglio dire: cerchi di trasmettere il concetto di “fatica a fare qualcosa tutto”, che è qualcosa che gli stessi neurologi accettano come dato di fatto, e dopo una notte insonne hai la forza e la voglia di girare per vetrine, persino un oulet, in pieni saldi e sui tacchi? o l’ikea spingendo un carrellone di zeppo mobili? No no: per fortuna che sono in convalescenza e l’Architetto ha un mucchio di cose da fare e quindi siamo stati a casina al calduccio, se no sarei stata R O V I N A T A!

Dice il poeta tu ne quaeris, scire nefas; e chi sono io per oppormi?

Buon sangue non mente

L’ha fatto di nuovo.
La mia amica dalle mille case, quella che ha da poco avuto un bimbo, quella che paga tutto papà (ne avevo sbraitato qui) ecco lei: l’ha fatto di nuovo.
Di nuovo ha detto le sue solite cazzate da economista politico de’ noaltri.
Antefatto: qualche settimana fa si parlava del fatto che non poteva fare la facoltativa perché non poteva permettersi il taglio dello stipendio, e sapendo questo le ho mandato il link del “buono asilo”, che dà un contributo per le mamme che rientrano al lavoro e devono pagare nido/baby sitter.
Fatto: si è incazzata, non con me, ma col sistema. Secondo lei sarebbe da “dare i soldi perché io stia a casa col bambino”. E che basterebbe arrivare a 700€/mese per vivere.
Prima cavolata: la gente normale paga affitto/mutuo, col cavolo che ci stai in 700€ per le spese tue e del bimbo.
Poi mi chiedo: e se io volessi rientrare? Se per me l’obbligatoria fosse abbastanza? Sarei ancora discriminata, evidentemente. In quanto madre degenere.
E poi se da un lato io capisco a livello teorico che una mamma voglia stare col figlio piccino, so anche che la maternità in Italia è da sempre una scusa per sotto-occupare, sotto-promuovere e sotto-pagare le donne.
Quindi mettimi in condizione di tornare al lavoro, senza svenarmi per l’asilo o gravare sui nonni, dammi servizi, permettimi di conciliare, perché le mamme chiocce hanno fatto già abbastanza danni.