La patente

La sclerosi multipla porta con sé (tanti) problemi di salute, (costanti) incomprensioni e ferite, (scadenzate) rogne burocratiche.
Come la patente: per noi scade ogni 2 anni. Al massimo. A prescindere dall’effettiva disabilità.
Quindi bisogna prendere appuntamento con la commissione medica, portare una foto e due esami (da pagare per intero), pagare un 60 euro tra diritti e bolli, prendere il numerino e mettersi in fila il giorno stabilito.
È una procedura che O D I O.
Innanzitutto la domanda può essere fatta solo di persona (una volta c’era il fax, ma ora non c’è più) o per posta (rischiando di perdere il plico? E i soldi? Anche no). Poi l’ufficio dove fare domanda è in un posto irraggiungibile dai mezzi: tempo e fatica sotto la canicola agostana, per poi scapicollarsi in ufficio.
E poi l’umiliazione massima: vecchietti che a mala pena sanno dove sono hanno il rinnovo di 5 anni.

Perché è ovvio che io non aspetto altro che una neurite ottica o una parestesia alla gamba per mettermi alla guida.

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