I’m still Jenny from the block

Ieri con l’architetto e una coppia di amici (quella del “sei malata?” e marito, per capirci) siamo andati a fare una gita fuori porta ed è stata una giornata orribile.
Ho visto una persona stravolta e totalmente diversa da quella che conoscevo, il che è normale: la vita va avanti e vai avanti anche tu.
Oppure indietro.
Da qui potete saltare.
E allora commenti sgradevoli sulla mia situazione economica e continue polemiche sull’architettura (orrida, siamo d’accordo) degli anni ’70 e sull’economia (dialogo con persone che non distinguono tra azioni e obbligazioni).
Mai avrebbero potuto permettersi una casa se non avessero pagato i genitori, non ho problemi con questo,mi sembra chiaro, ma questa cosa non ti rende migliore di me né in posizione di elargire consigli.
E non posso fare i calcoli di concepimento e nascita, che non funziona così, e che se fa caldo vado in montagna. Peccato che io sarò in sospensione dai farmaci, che devo fare quel poco che è in mio potere per ridurre la possibilità di ricadute, soprattutto nel primo semestre, che io non ho una casa in montagna, e che la maggiore stanchezza viene per l’aumento della temperatura e basta. Certo l’umidiccio veneziano non aiuta (ma nemmeno in inverno).
E poi un cambiamento radicale. Ad esempio fino all’anno scorso la coop era il male assoluto (lei è contro la plastica e contro i supermercati), ora hanno una responsabilità sociale. E non capisce le donne che non stanno a casa a fare la mamma, perché poi il bambino cresce problematico (non lo siamo né io, né mia sorella, lei è stronza, ma insomma mica per l’asilo!) e la carriera non è importante e per fortuna non lavora nell’economia, tipo marketing, perché si sentirebbe in colpa verso la società (eh certo: tutti i laureati in economia sono dei mostri senza cuore che sfruttano donne e minori).
Ok mi fermo e vado al punto.
Potete riprendere a leggere da qui.
Ne sono uscita ferita e umiliata da una persona che pensavo avesse capito che la vita non è sempre comoda.
Non voglio più ricascarci.
Ed è un peccato, perché io a loro voglio davvero bene.

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3 pensieri su “I’m still Jenny from the block

  1. sai come la penso: è stata figliocentrica dal concepimento.
    E’ brutto dirlo e non voglio farlo per questa specifica circostanza, ma a volte bisogna valutare la possibilità di tagliare i ponti.

  2. Pingback: Buon sangue non mente | Multiple evoluzioni quotidiane

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